Eccomi…è il giorno del riposo… puntuale come l’orologio svizzero del nonno anche quest’anno ci siamo…. mi stanno spogliando….
L’entusiasmo dell’inizio sembra ormai un lontano ricordo, la frenesia dei preparativi, i litigi su quale acconciatura prepararmi, quali colori, quali nuove luminescenze infilarmi… si sono sciolte come una candela che all’inizio si pavoneggia con la sua bella fiamma ritta in cielo e che piano piano come un homo sapiens invecchia sino a racchiudersi su se stessa e flebile e silenziosa se ne va…
La carta che si stropiccia racchiudendo ogni mio organo luccicante, la sento come un martello su un incudine e ogni addobbo che mi togli è come un lacrima che scorre sul viso lenta, che parte dall’alto sino ad abbandonarlo, lentamente, senza graffiare, creando un percorso tortuoso come un sentiero di montagna prima di staccarsi in un tuffo di addio….
Sono sempre più spoglio… sento freddo…
Anche il bambinello della casetta ai miei piedi che mi guardava dal basso mi fa l’occhiolino, rinnovandomi l’appuntamento al prossimo anno; mi ricorda che oro incenso e mirra sono già giunti a destinazione… che bisogna andarsene… salutare questo mondo per un altro anno
La casa non è più affollata come qualche giorno fa, il vociare, le risate sono lontane e la quotidianità ha rifatto di nuovo il suo ingresso nella casa…
Mentre sto per entrare nel letargo della mia dimora di cartone ti guardo, i miei rami vorrebbero tenderti un abbraccio e un ringraziamento che non sono mai riusciti ad esprimerti…sono fortunato ad essere qui….
Ma non gettarmi via…. Tienimi ancora con te…. in fondo sono il tuo albero da quando eri piccolo e indifeso
Al prossimo anno…
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